Lettera al Direttore di Quotidiano Sanità, Cesare Fassari

Caro Direttore

La decisione dei membri del consiglio nazionale della FNOMCeO di ricorrere "all'aventino" contro il Ddl Lorenzin di riforma delle professioni sanitarie ci appare anacronistico e fuori luogo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del Relatore del Ddl e Presidente della commissione affari sociali della camera dei deputati On. Mario Marazziti. Il Relatore ha infatti dichiarato che non è stato mai sollevato alcun problema da parte della stessa Federazione dei medici nel lungo percorso dei lavori né alcuna richiesta di incontro. Chi si affanna ancora oggi a difendere una Istituzione che è disciplinata da una legge molto vecchia e obsoleta e si oppone al cambiamento da più l'impressione di essere una corporazione poco illuminata e chiusa in stessa. Nessun cittadino avverte purtroppo l'Ordine professionale quale organo ausiliario dello stato a sua tutela e la maggioranza degli stessi medici e odontoiatri lo considera un inutile ostacolo burocratico.In tale contesto la stragrande maggioranza dei Presidenti degli Ordini provinciali sembra più orienata a perpetuare se stessa per difendere quel potere che non ci pare serva molto a coloro che dovrebbero esserne i destinatari finali: i cittadini. Abbiamo provato a scuotere l'ambiente in stagnazione nel periodo di Presidenza dell'Ordine di Roma ma evidentemente con scarsi risultati. Gli attuali Presidenti invece di isolarsi dovrebbero approfittare dell'occasione che il Parlamento Italiano concretamente e finalmente offre per concorrere a strutturare una buona legge. Perché anche noi medici non dovremmo avere norme che regolano la vita di tutti gli altri ordini professionali? Occorre urgentemente una legge che modifichi nel profondo l' anacronistico sistema elettorale facilitando l'espletamento del voto. Quale autorevolezza potrà mai avere una Istituzione così importante se i suoi membri continueranno ad essere eletti da percentuali di medici e odontoiatri risibili? Ricordiamo senza nostalgia quando dovevamo votare il comitato centrale della FNOMCeO e con il pacchetto di voti da esprimere dell'ordine di Roma eravamo costretti a passare circa 10 ore chiusi in cabina a scrivere i nomi dei candidati!!! Crediamo che, seguendo l'orientamento generale, andrebbe limitato il numero dei mandati (abbiamo Presidenti anche attualmente in carica, da oltre 30 anni). Ricordando le, seppur rare, pressioni che ricevevano a Roma prima dei consigli disciplinari e immaginando quanto possano essere maggiori nelle piccole realtà provinciali, riteniamo vada in maniera efficace separata l'ordinaria funzione gestionale da quella di magistratura deontologica.

In Fede,

Dott. Mario Falconi
Presidente del TDMe


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